Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Maggio - ore 22.00
User:
Password:
Registrati


0187 1852605
0187 1852515
SMS 339 99415252
       (keyword cds )




Spalenza: "Guai a mollare, l'obiettivo è sempre quello"

Fra campionato, torneo di Viareggio e sbarco a Rjieka, l'a.d. spezzino: "Progettare e vincere la nostra scommessa".

La Spezia - Si dice che i campionati si decidono in primavera e malgrado tutto anche il girone B della Prima Divisione di quest'anno non fa eccezione. Il Trapani non è il Gubbio, Siracusa e Cremonese non vivono situazioni disperate come fu per Alessandria e Salernitana, colpite da penalizzazioni e poi finite male in estate. In tutto questo c'è uno Spezia che rallenta la sua rimonta e si vede tagliato fuori dalla querelle promozione, almeno stando ai numeri: undici punti da recuperare sulla capolista in altrettante partite, per compiere il miracolo servirebbe non sbagliare nulla, sperando contestualmente che Trapani e Siracusa si facciano male negli scontri diretti. Speranza e utopia.
"Il campionato però è ancora lungo, ci sono 33 punti in palio e noi abbiamo ancora un obiettivo da conquistare. Probabilmente il primo posto è perso, ma ci sono ancora diversi duelli diretti e noi dobbiamo affrontare quest'ultima parte di campionato con la testa giusta. Saranno undici finali, a cominciare dall'importantissimo match contro il Lanciano, nel quale vogliamo rilanciarci. Guai a mollare, il discorso vale per tutti".

Malgrado la pausa del campionato, per l'amministratore delegato dello Spezia, Beppe Spalenza, non è stata certo una settimana di tregua. La 'Viareggio Cup' che alla Spezia ha avuto il suo centro nevralgico, il viaggio a Rjieka con Volpi e la dirigenza e sabato la Coppa Italia a Chiavari hanno permesso di 'ingannare' la tensione del campionato. Infine ieri i tre recuperi che hanno ridisegnato parzialmente la classifica. Partiamo proprio dai risultati della domenica.
"Poteva andare peggio ma anche meglio. Chiaro che i risultati delle altre hanno la loro importanza ma ancor più fondamentale è quello che facciamo noi. Lassù si viaggia a medie importanti, dovremo giocare col coltello fra i denti perché adesso si entra nel vivo".

Un passo indietro all'esperienza di Rijeka con la quale la famiglia Volpi mette un piede nel calcio croato. Alla Spezia i tifosi temono che si perda un po' la concentrazione della proprietà verso gli obiettivi ampiamente dichiarati. Che significato ha lo sbarco dall'altra parte dell'Adriatico?
"Partiamo da una premessa. Volpi ha nel cuore lo Spezia, la Pro Recco e lo sport ligure. Con la Fondazione 'Social Sport', le sue aziende elargiranno denaro alle società controllate, compreso il Calcio Rjieka, ma la gente di Spezia deve stare tranquilla. Sono anzi sempre più convinto che la famiglia Volpi voglia investire in questo progetto ambizioso. Rjieka? Conosco molto bene quella zona, bellissima. In quella città il calcio è vissuto in modo passionale, i tifosi sono molto presenti, e dovevate vedere l'entusiasmo che si percepiva quando siamo arrivati".

Perché tutta la dirigenza ha seguito Volpi a Rijeka?
"Perché nell'intendimento è una grande famiglia che si allarga a tutte le componenti. Oltre allo Spezia, c'era anche Pino Porzio che in quei giorni era impegnato da quella parti con la Pro Recco per l'Adriatica League".

Tornando allo Spezia. Ieri alla Domenica Sportiva, si parlava del progetto-Roma e di come un allenatore come Luis Enrique sia stato atteso dalla dirigenza, come generalmente non succede con i mister italiani. Emiliano Mondonico in particolare era scettico sul concetto di progetto, specie se vuoi vincere subito. Un corto-circuito comune.
"E' difficile progettare e vincere. Ma se hai voglia di investire su un discorso a lungo termine devi sviluppare idee, conoscenze e rendere il tutto velocemente attuabile. Il lavoro e la pazienza devono essere il pane quotidiano, poi gli obiettivi arrivano. A Roma ci sono investitori americani, ma credo che il rilievo di Mondonico sia condivisibile. E' tutto molto italiano, all'estero non funziona così".

A proposito di progettualità, va in archivio l'edizione numero 64 del Torneo di Viareggio. Che ha parlato tanto spezzino, anche se in molti in città hanno storto il naso.
"E' stata un'esperienza molto positiva, sono orgoglioso di aver potuto ospitare al "Picco" un grande evento. Abbiamo raggiunto il budget prefissato ma al di là dei soldi, si sono viste partite di spessore. Le perplessità? In effetti, certe considerazioni mi infastidiscono: quando si fanno delle scelte esistono sempre dei lati positivi e negativi. Quello che conta è che i primi superino i secondi. E così è stato. Può essere un viatico per altre iniziative, questo è quello che conta".

E adesso arriva la nazionale under 19.
"E' un esempio. Credo sia la prima volta che giochi una partita sul sintetico. Si tratta di un evento di un certo rilievo. Si lavora anche per quello, oltreché per i risultati sul campo. La gente deve capire che tutto questo è fatto per costruire un blasone, una centralità del calcio spezzino".
Lunedì 20 febbraio 2012 alle 15:42:16
FABIO LUGARINI
© RIPRODUZIONE RISERVATA




























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale di La Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Matteo Cantile, Benedetto Marchese.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco e Paolo Carafa. Fotografi: Giovanni Bocca, Stefano Stradini.
Contatta la redazione.

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

© Gruppo Editoriale Ligure S.p.A. - P.IVA 01289010116