Bianchi: "Tifo questa squadra e voglio tornare in serie B"
L'infortunio e il recupero. Da capitano alla panchina: "Scelte dell'area tecnica. Sono un professionista, e le accetto".
La Spezia - L'ultima partita da titolare in campionato risale al 13 novembre scorso. Quello Spezia-Prato finì 1-0, la squadra raccolse tre punti sudati e lui, uno dei migliori, ne mise insieme ben nove sul mento. Ma di sutura. Poi per l'allora capitano aquilotti altri 45' nel match successivo di Bassano prima che il flessore iniziasse a fare le bizze, costringendolo ad una resa, lunga due mesi.
Ne è passato di tempo da quell'autunno, perchè il campo il difensore di Badalucco lo ha rivisto soltanto lo scorso 22 gennaio, quando a Piacenza viene messo in campo negli ultimi dieci minuti, a difesa dell'1-0 firmato Marotta.
Sabato finalmente ha ritrovato una maglia da titolare nel match di Coppa Italia contro il Carpi: novanta minuti, il fiato da recuperare ma tutto sommato 90' senza problemi. Come sta Alberto Bianchi?
"Va decisamente meglio dopo un periodo difficilissimo. Non mi era mai successo in carriera di soffrire di due infortuni dello stesso tipo durante la medesima stagione. E' un anno personalmente sfortunato, ma sono contento che a Chiavari ho tenuto per 90', con un calo comprensibile nell'ultima parte. La Coppa? Tutti dicono di snobbarla ma più si va avanti, più c'è la voglia di arrivare in fondo e fortunatamente questa rosa è molto ampia, ciò permette di mandare in campo formazioni molto competitive e dare modo a chi gioca meno di mettersi in mostra".
Da profondo conoscitore di questa serie, è onesto dire che lo Spezia, per quanto riguarda la promozione diretta, è ormai fuori dai giochi?
"Siamo ad undici punti da una capolista che è stata capace di vincere otto partite di fila. Quando compi tali imprese significa che hai dei valori veri. Credo che si giocheranno tutto nei prossimi duelli. Certo che se vincono anche quelli contro Cremonese e Siracusa, dimostrano di strameritarsi la vittoria finale. Per quanto ci riguarda dobbiamo lavorare partita per partita e se ci aspettano allora sarà un altro discorso".
Che cosa è successo a questo Spezia che sembrava sulla via di una rimonta?
"Abbiamo ben giocato tutti gli scontri diretti senza fare bottino pieno. Anche per questo quella di sabato è una sfida da tre punti. Vincere anche senza giocare come invece abbiamo fatto tante volte: la classifica si è accorciata e siamo in piena bagarre. C'è da lottare, fino alla fine".
Confronta i tuoi tre Spezia di serie C: il primo anno con Soda, lo scorso in cui sei arrivato a metà stagione e quello in corso. Che cosa c'è di diverso?
"Quell'anno fu magico. Il Genoa doveva vincere quel campionato e noi battagliare con le altre per i playoff. Ma si era creato nel gruppo qualcosa che è difficile spiegare. Lo Spezia della passata stagione l'ho vissuto soltanto da gennaio: onestamente in estate non mi pareva competitivo per il primo posto, poi nel mercato di riparazione qualcosa è stato fatto. Ma è stata una stagione difficile, fin dall'inizio. Oggi invece è tutt'altra musica: siamo partiti favoriti e abbiamo incontrato parecchi ostacoli sul nostro percorso. Non è facile vincere subito: penso ai tempo della Cremonese, quando ogni anno la società costruiva squadroni e poi in serie B andavano Varese, Novara. Quest'anno si è cambiato molto, anche giustamente, e forse c'è voluto più tempo di quanto ci potessimo immaginare. Ma c'è da conseguire un obiettivo, non dimentichiamocelo".
Nove presenze e tre gol quest'anno, 87 complessive in maglia bianca. Eppure quello che doveva essere un campionato da vivere alla grande, si è trasformato in una stagione anonima.
"Sono venuto qui a gennaio dello scorso anno anche se stavo bene a Cremona. Loro volevano che rimanessi tanti anni, io desideravo tornare perché volevo portare a coronamento due personali obiettivi: conquistare la seconda promozione con questa maglia e staccare le cento presenze. Mi rimane solo, ma non è poco, il primo traguardo, visto che, anche dopo il mio recupero, non sono più stato tenuto in considerazione".
Ma è vero che volevi lasciare lo Spezia a gennaio?
"Sono venuto soltanto un anno fa su mia precisa volontà con la voglia di rimanere qui fino alla fine della carriera, se mi è possibile. Non ho mai desiderato andarmene, credo di essere il più tifoso di tutti non foss'altro per quello che ho vissuto in questa città. Tifo questa società, non si possono avere problemi in un club del genere. E tifo questa squadra perchè torni in serie B. Sono stato messo in disparte dall'area tecnica per scelte di campo e del mercato di riparazione, tutto qui. Sono un professionista e devo accettarle, mi sono allenato sempre con serietà e passione e non penso di dover dimostrare di tenere a questi colori, perché conoscete la mia storia: i tempi del pre-fallimento, gli stipendi mai arrivati, eppure fino alla fine nel rispetto di tutti. L'oggi si chiama Spezia e onestamente spero anche il domani. Ma intanto pensiamo a questi mesi e a lottare per il traguardo che tutti vogliamo".
Lunedì 20 febbraio 2012 alle 20:33:01
FABIO LUGARINI
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