Manutenzione e delocalizzazione per salvarsi dal dissesto
Servono quarantatré miliardi di euro per 'mettere a posto' tutto il Paese.
La Spezia - Dissesto idrogeologico 'un male' dei territorio che afflige l'Italia e la Liguria fin dalla notte dei tempi. I dati che emergono da recenti studi non sono particolarmente rassicuranti; si parla di un paese in cui il sesstantotto per cento dei comuni è a rischio e nel caso della Liguria il dato cresce a dismisura arrivando al novantotto per cento di aree comunali a rischio dissesto.
Per mettere in sicurezza tutti i territori servirebbero quarantatre miliardi di euro e dal 1998 ad oggi ne sono stati spesi otto, che vannò a coprire solo interventi di somma urgenza.
Quello che manca in Italia è una politica di prevenzione, ma non mancano gli studi ed il nodo della questione rimane: passare alla pratica.
Segnato in maniera indelebile dell'eccezionale evento alluvionale del 25 ottobre, il presenta le caratteristiche tipiche del dissesto. Nei giorni scorsi a Brugnato è stato affrontato l'argomento ed è stato messo in evidenza come il rispetto per l'ambiente, la delocalizzazione delle popolazioni dai territori a rischio ed il mantenimento della manutenzione e delle coltivazioni delle aree interessate rapprensentino degli elementi costruttivi per una prevenzione adeguato. Non solo, buona parte di queste pratiche sono state gestite da enti, come le comunità montane, il cui futuro non è dei più rosei perché sono destinate a sparire.
Rocchetta Vara rientra nelle comunità colpite dalle alluvioni. “Il fatto che si sia discusso di queste tematiche è molto importante - ha dichiarato il sindaco Riccardo Barotti – ed applicando queste politiche, già attive per alcuni aspetti in questo territorio, in un decennio si potrebbero già vedere i primi risultati positivi.”
Mercoledì 22 febbraio 2012 alle 21:30:41